La Psicogenealogia

    Mappa dell'Inconcsio Esistenziale e Psicogenealogia
     di Daniela Attili

    "Un uccello canta meglio sul proprio albero genealogico"
    Jean Cocteau
    (dal libro "quando Teresa si arrabbiò con Dio di A. Jodorowsky)

    "La qualità della vita di un essere umano dipende
    dalla qualità del suo inconscio decisionale"
    A. Mercurio

     

    Tutti noi siamo contemporaneamente condizionati, reattivi e liberi, e ciò che accade prima, durante e dopo la nascita lascia traccia di se nella memoria del corpo e delle idee costituendo l'Inconscio Esistenziale.

    Sin dal momento del concepimento, e per tutto il percorso della vita si stratificano sulla nostra identità profonda che è acondizionabile, unica e  irripetibile per ognuno, una innumerevole quantità di "fatti" totalmente indipendenti dalla nostra volontà ; questi fatti sono l'eredità genetica e storica dei nostri genitori, delle loro famiglie d'origine ... di tutti i padri e di tutte le madri che sono stati figli prima di generare, in un percorso a ritroso, che se fosse interamente conoscibile ci porterebbe fino all'origine dell'essere umano;

    Accanto alla nostra essenza primaria, c'è dunque una dimensione determinata dove le nostre pulsioni biologiche si accompagnano al clima  del luogo e del tempo in cui nasciamo, al livello sociale ed economico d'appartenenza,  alle decisioni parentali , alle influenze culturali e storiche. La memoria personale e filogenetica di tutto ciò è l'inconscio dei fatti, fattuale. 

    A tutti questi "fatti" interni ed esterni noi rispondiamo, già come embrioni, con reazioni immediate ed istintive, che scattano in automatico, cioè non mediate da scelte  intenzionali; accade a livello corporeo con il meccanismo dell'omeostasi, e a livello psichico secondo i meccanismi che seguono la legge "stmolo-risposta" (paura,fuga, ira...). Queste reazioni hanno la finalità di conservare il singolo e la specie seguendo il principio della riduzione del dispiacere e perseguendo il raggiungimento del piacere totale ed immediato. La memoria personale e transgenerazionale delle reazioni ai fatti, sia spiacevoli che spiacevoli, dà luogo all'area dell'Inconscio Reattivo.

    Fin qui dunque, le due dimensioni inconsce descritte sono date, determinate, non scelte... eppure,... la fissità di un fatto già accaduto  e l'inesorabilità di un dato biologico, possono diventare plastiche e modellabili come lo è la materia prima per l'artista; come lo  sono i colori del pittore, il blocco di marmo per lo scultore o la spesa per lo chef. Come?

    Con  la nostra dimensione creativa che ha come organo effettore la Decisine Libera . Così possiamo interagire con la materia grezza, la dimensione storico-genetica data, ed estrarne l'opera d'arte che in essa è potenzialmente contenuta; oppure non farlo e lasciare il blocco di marmo inespresso e la spesa nel frigo.

    Per interagire con la materia grezza è necessario impegno e applicazione paragonabili al travaglio del parto o a quello dell'artista immerso in un processo creativo; è necessario penetrare e forzare le resistenze delle leggi deterministiche che regolano la materia quanto la storia e le reazioni ad essa, ed in particolare la forza di coesione dei legami e la loro ripetizione.

    I "fatti" e le "reazioni" tendono a ripetersi di generazione in generazione, da padre a figlio e da madre a figlia.

    Per agire secondo la "nostra personale scintilla Divina" è necesario prendere delle decisioni che non sono re-azioni, ma scelte libere, che possono non portare ad un piacere immediato ma che consentono il raggiungimento di una "pienezza" che ha a che fare con la "sazietà" del piacere reattivo quanto la fisica dei quanti ha a che fare con quella newtoniana! 

    Parliamo dell'Inconscio Decisionale come il luogo dove si iscrivono tutte le decisioni prese per scelta personale e libera, dal concepimento fino alla morte, con gradi di libertà crescenti lungo lo sviluppo psico-affettivo-esistenziale.

    E' il luogo delle possibilià, e della libertà di scegliere ogni istante della nostra vita, oltre i condizionamenti, oltre gli impulsi, oltre i soprusi, oltre i dogmi, oltre il piacere sadomasochistico che accompagna il rimanere legati all'odio rimosso e alla vendetta per il "danno" ricevuto, verso la pienezza del compimento di noi stessi.

    La conoscenza di queste parti di noi può avvenire seguendo strade assolutamente infinite, l'importante è incamminarsi!

    Una di queste è la costruzione dalla propia Mappa dell'Incoscio Esistenzale che mette in luce i "fatti" della nostra storia (Inconscio Fattale), le reazioni a questi fatti (Inconscio Reattivo) e le Decisioni LIBERE che prendiamo in questo contesto dato (Inconscio Decisionale). Antonio Mercurio ha usato il termine "Mappa" perchè ci aiuti ad orientarci, nell'infinità delle variabili in campo, nel prendere nuove decisioni al servizio della nostra personale, unica e irripetibile Essenza 

    La ricerca psicogenealogica risponde in modo eccezionale all'esigenza di rappresentare i "fatti" transgenerazionali e sa mettere in evidenza con un certo grado di chiarezza le ripetizioni (coazione a ripetere) che permangono da una linea generazionale all'altra fino a riproporsi sulla linea delgli ultimi nati. Sulla base delle informazioni che possediamo e anche di quelle mancanti (che assumono un significato proprio perchè mancanti!) si evidenziano concretamente le linee ereditarie esistenziali attraverso la sovrapponibilità di date, nomi, professioni, luoghi di residenza, situazioni affettive,numero di figli, malattie e modalità di uscita dalla vita...

    La presa d'atto dello stato delle cose e l'atto metaforico relativo possono agire come potenti catalizzatori di una trasformazione che avverrà, comunque, soltanto se la persona avrà Deciso di attuarla. 

    Si tratta di costruire il proprio albero psicogenealogico dal punto di vista dell'influenza che esso ha su di noi; sulla base delle informazioni che ne emergono viene indicato uno o più "atti metaforici", ovvero un' azione concreta da compiere autonomamente nei giorni successivi all'incontro, che ha l’intenzione di comunicare direttamente con l'inconscio, cambiando le “informazioni” che vi si inscrivono fin dalla nostra vita intrauterina. 

    Mi dedico a questa attività da qualche anno e al momento, ritengo questo approccio il più efficace, sintetico e rapido , tra arte e psicologia, all'indagine e soluzione delle questioni esistenziali su cui ci affanniamo.

    Questo lavoro si realizza in un solo incontro di circa 1 ora e mezza in seduta individuale, o in seminari di gruppo di due giorni,  secondo l'impostazione di Alejandro Jodorowsky (regista teatrale e cinematografico di pellicole come "la Montagna Sacra" "El Topo", scrittore, ideatore insieme a Topor e Arrabal del movimento surrealista "teatro panico" ... e molto altro ancora).
    ("Psicomagia" Ed: Feltrinelli)

    L 'albero psicogenealogico è rappresentato graficamente e per questo consente un' immediata percezione della specifica "forma" della nostra storia. Quasi sempre si conclude con la prescrizione di un atto metaforico evocato dai temi prevalenti che sono emersi (nodi e punti di forza); l'atto metaforico ha l'obiettivo di parlare direttamente all'inconscio poichè utilizza azioni e immagini simboliche, ovvero che stanno per.., quindi è possibile  realizzare qualsiasi contenuto del nostro immaginario, come se.., traendone la stessi effetti di un atto realmente agito.

    Questa azione concreta, fonda la sua efficacia sul  concetto che l'inconscio non segue le leggi dello spaziotempo (non distingue tra oggi, mille anni fa o fra un anno...tra qui o altrove) e interpreta la metafora come fatto di realtà, in sintesi è sensibile ai simboli più che alle parole.

    E' potenzialmente e concretamente possibile ottenere davvero un cambiamento con questo lavoro, e ne abbiamo prova costantemente, ma è altrettanto vero che la forza dell' attaccamento psichico a modalità di pensiero ed azione consueti può opporsi con tale resistenza da rendere necessario elaborare i contenuti emersi con tempi meno serrati, ed essere accompagnati in questa ricerca dall' Antropologia Esistenziale  che si fonda sugli stessi presupposti teorici ed esperenziali della Psicogenealogia e tende allo stesso risultato conoscitivo e trasformativo seguendo però ritmi e  tempi peculiari di ogni crescita soggettiva.

    Proprio come davanti ad una mappa geografica  non tutti  si orientano con la stessa rapidità.  

     

    L'inconscio
    tra  vincolo e possibilità
    arte e psicogenealogia

    di Antonio Bertoli
     
     Vivere e cessare di vivere,
    sono soluzioni immaginarie.
    L’esistenza è altrove.
    André Breton

     

    Perché "arte e psicogenealogia" e perché "inconscio come vincolo e possibilità"?

    Perché l'arte non è quella disciplina che ci hanno sempre spiegato e abituato a intendere, ma la progressiva scoperta e liberazione della parte più creativa e vitale che possediamo, vale a dire l'inconscio, come ben dimostra la cosiddetta "rivoluzione surrealista" del Novecento con la sua scoperta del "meraviglioso", del "caso oggettivo", dell'"amour fou", dell'"ospite sconosciuto" che abita all'interno di ciascuno di noi, con il suo interesse per l'alchimia, l'occultismo, la magia, l'Oriente...

    Perché ci sono intrecci e relazioni, influenze che collegano un individuo anzitutto alla sua famiglia, in secondo luogo alla società in cui nasce e alla cultura di cui fa parte, e in terzo luogo al pianeta e al cosmo intero.

    Generalmente si considerano i problemi in relazione alla persona che ne soffre, come se fossero delle entità autonome e se una persona fosse isolata da tutto il resto, ma non è così: sappiamo che il problema è molto più complesso e stratificato e sembra quasi non avere fine, risalendo a ritroso dalla persona ai suoi genitori e poi ai nonni e poi ai bisnonni, e da questi ai contesti culturali e sociali in cui hanno vissuto.

    Alla maggior parte di noi non è mai richiesto di essere quello che è veramente, ma di essere invece quello che vuole la famiglia e tramite essa la società e la cultura. Senza desiderarlo, dunque, ed essendo la famiglia il nostro primo amore, il nostro primo archetipo d’amore, iniziamo a non essere noi stessi fin da piccoli perché siamo obbligati a ripetere degli schemi che non ci appartengono.

    Lo studio specifico sulla persona e sulla sua provenienza si può definire “psicogenealogia” o "approccio transgenerazionale" ed è in sostanza lo studio dell’albero genealogico per evidenziare e analizzare le modalità di strutturazione dell’individuo e delle sue caratteristiche nell’arco delle generazioni: l’albero genealogico è alla base di qualsiasi nevrosi, ossessione e malattia che ci affligge, infatti, perché tutti ereditiamo un’impronta psicologica che ci pesa addosso come una trappola che non siamo coscienti di possedere. 

    La psicogenealogia o approccio transgenealogico emerge oggi un po’ dappertutto e in diverse pratiche e scuole: centinaia di psicanalisti e psicoterapeuti ormai riconoscono l’importanza dell’albero genealogico, e soprattutto quella dei cosiddetti “segreti di famiglia” e dei nodi che le generazioni si passano l’una con l’altra, secondo modalità e percorsi talmente diversi e particolari che bisogna essere davvero degli artisti per saperli individuare.

    Non a caso questo stage parla di arte e di psicogenealogia, perché anche lo stesso approccio transgenerazionale richiede quel particolare stato di creatività che è proprio dell’inconscio e tipico dell’arte, della poesia.

     

    Dr.ssa Daniela Attili • Psicologa • Psicoterapeuta • Antropologa esistenziale
    Via Carlo Emanuele I, 47 00185 Roma • Tel. 0677204192 • 335394565
    Codice Fiscale TTLDNL55M53H501J • Partita IVA 09631440584 • Ordine degli Psicologi del Lazio n. 4895/94

    ilmiositojoomla.it